Come Alexa e Google home stanno rivoluzionando il mondo della domotica

Pubblicato il: 15 Marzo 2019

L’assistente vocale integrate è parte di una realtà moderna che ha completamente rivoluzionato il mondo della domotica. Secondo una previsione di Juniper Research, un gruppo di analisti britannici, nei prossimi anni l’utilizzo degli assistenti vocali nelle nostre abitazioni triplicherà. Secondo questa analisi nel 2023 ci saranno 8 miliardi di assistenti vocali in uso rispetto ai 2,5 dello scorso anno 2018. In Italia il mercato degli assistenti digitali è decollato in ritardo rispetto agli alti paesi occidentali, ma sta subendo un’impennata negli ultimi anni che tenderà a rivoluzionare completamente le cose.

 

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I leader del mercato sono senza alcun dubbio Alexa e Google Home. Assistenti vocali che diventano dei veri e propri maggiordomi digitali che permettono di gestire nel più efficiente dei modi una casa intelligente, semplicemente utilizzando un solo strumento ovvero la voce. Questi assistenti non si limitano a svolgere mansioni da segretaria come fissare un appuntamento o ricordare un evento, ma vanno ben oltre mansioni sempli e permettono un’iperconnessione della casa collegandosi a elettrodomestici, riscaldamenti, condizionatori. La ricerca in questo ambito è sempre più avanzata pertanto si prevede che lo strumento che nei prossimi anni sarà interessato maggiormente dal comando vocale, sarà la smart tv (già oggi nei modelli più avanzati è possibile un comando diretto di alcune funzioni mediante la voce). Altro settore che probabilmente potrebbe integrare facilmente l’assistenza vocale è quella del commercio elettronico: un acquisto online diventerà ancora più semplice se a farlo sarà la nostra voce. Ad oggi l’utilizzo principale che viene fatto con Alexa di Amazon e Google Home di Google riguarda essenzialmente il controllo di elettrodomestici, porte e finestre automatiche, punti luce e riscaldamenti.

Molti utenti prediligono l’utilizzo di applicazioni e siti web per il comando vocale, ma si si stima che nei prossimi tre anni l’intelligenza artificiale, attivata mediante il mero comando vocale, si espanderà di oltre il 40% e tra le varie offerte si imporrà sicuramente quella che risulta più semplice all’utente. Il mondo della domotica è davvero cambiato e tutto questo sta avvenendo sotto i nostri occhi. Le differenze tra Google Home e Alexa di Amazon sono diverse. Un punto a favore di Google Home è ad esempio la conversazione molto più fluida e naturale rispetto a quella di Alexa. Con Alexa si ci deve esprime in maniera molto chiara e completa affinché comprenda esattamente quale sia la nostra esigenza. Google Home è arrivato più tardi sul mercato ma ha migliorato le proprie funzioni ad esempio con la possibilità di far eseguire due comandi vocali in contemporanea, “alza la tapparella e accendi la luce in cucina”; funzione che poi è stata aggiunta in un secondo momento anche al dispositivo di Amazon.

Un altro elemento che differenza i due assistenti vocali è quello dei “falsi richiami”, migliore questa funzione in Google rispetto ad Alexa perché il comando nel primo caso è composto da due parole (ok Google) mentre nel secondo si utilizza un solo termine per cui può capitare con più frequenza che lo smart speaker si svegli senza la reale intenzione dell’utente di eseguire un comando vocale. L’intelligenza di Google spesso dunque è superiore a quella di Alexa di Amazon, ma nel mercato globale degli assistenti vocali, si impone con maggiore forza la soluzione di Amazon. Probabilmente questa conseguenza dipende dal fatto che Alexa è presente da più tempo sul mercato ed è in continuo aggiornamento consentendo numerose competenze. La funzione più utilizzata di Alexa (che si basa sulle skills da ricercare tramite app che grazie agli sviluppatori esterni e all’ecosistema aperto aumentano sempre di più) è quella di “Routine” ovvero la possibilità di controllare più dispositivi e servizi in contemporanea con delle scene preimpostate e un solo comando vocale. Ad esempio dicendo “Buongiorno” possiamo accendere in contemporanea le luci e la macchinetta del caffé. Ecco che il mondo hi tech condiziona e modifica profondamente la nostra vita rivoluzionando il mondo della domotica che altro non è che la possibilità di rendere la nostra cosa intelligente proprio mediante l’assistenza virtuale e il controllo vocale.

La gestione della demotica rispetto all’utilizzo delle app per accedere ai comandi, cambia con gli assistenti vocali proprio perché viene completamente eliminato l’utilizzo dei pulsanti. Se ad esempio voglio accedere la caldaia, posso farlo con un’app sullo smartphon digitando i comandi di accensione, ma se ho Alexa o Google Home mi basterà pronunciare il comando e, mediante l’intelligenza artificiale di questi strumenti, la casa lo farà da sola! Quindi in conclusione la gestione della smart home diventa più semplice. Sembra davverto tutto incredibile, ma è reale ed è il passo verso la modernità e l’iperconnessione.

Il costo di un impianto domotico

La scelta tra i due speaker intelligenti di Google e Amazon si basa su piccolissime differenze. Da un punto di vista del design sicuramente Amazon Echo si mostra più elegante e offre quattro diverse e soluzioni rispetto alle sole due di Amazon. Anche il prezzo è una variabile che ci può spingere a prendere una decisione in un senso o nell’altro. Il dispositivo di Google costa 149,90 euro e offre una versione mini, di dimensioni ridotte che non funziona in tutta la casa, al costo di 59 euro.
Amazon invece ha un’offerta più alta e competitiva con quattro dispositivi di costi diversi: Echo Dot ovvero il formato mini che costa 59 euro; Echo costa 99 euro; Echo Plus a 149 euro con un dispositivo già preimpostato per la domotica e infine Echo Spot, dotato anche del display al costo di 129,99 euro.

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